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Il Sisma del 20 e 29 maggio 2012 in Lombardia

Gli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, che hanno interessato la provincia di Mantova ed in minor misura la provincia di Cremona, hanno prodotto danni ingenti al patrimonio edilizio abitativo e produttivo dei comuni interessati e hanno comportato l’evacuazione di un elevato numero di persone.

In Regione Lombardia l’area colpita è stata riconosciuta in 47 comuni (ora 42 a seguito di intervenute fusioni), di seguito elencati:

Provincia di Mantova: Bagnolo San Vito, Borgo Virgilio (dalla fusione dei comuni di Borgoforte e Virgilio), Borgocarbonara (dalla fusione dei comuni di Borgofranco sul Po, e Carbonara di Po), Borgo Mantovano (dalla fusione dei comuni di Pieve di Coriano, Revere e Villa Poma), Castelbelforte, Castel d'Ario, Castellucchio, Commessaggio, Curtatone, Dosolo, Gonzaga, Magnacavallo, Mantova, Marcaria, Moglia, Motteggiana, Ostiglia, Pegognaga, Poggio Rusco, Pomponesco, Porto Mantovano, Quingentole, Quistello, Rodigo, Roncoferraro, Sabbioneta, San Benedetto Po, San Giacomo delle Segnate, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide e Felonica (dalla fusione dei comuni di Sermide e Felonica), Serravalle a Po, Sustinente, Suzzara, Viadana, Villimpenta;

 Provincia di Cremona: Casalmaggiore, Casteldidone, Corte De’ Frati, Piadena, San Daniele Po, Robecco D’Oglio.

Tuttavia i danni più rilevanti si sono registrati in 15 comuni – il cosiddetto “cratere” -, che originariamente era costituito da: Felonica, Gonzaga, Magnacavallo, Moglia, Motteggiana, Pegognaga, Poggio Rusco, Quingentole, Quistello, San Benedetto Po,  San Giacomo delle Segnate,  San Giovanni del Dosso,  Schivenoglia,  Sermide e Villa Poma.

Gli interventi urgenti di soccorso e riparazione, nell’ambito delle civili abitazioni, hanno riguardato due direttrici principali: la ricostruzione delle abitazioni e il contributo di Autonoma Sistemazione (CAS). Per le imprese ci si è concentrati sulla riparazione e ricostruzione degli immobili produttivi e sul ripristino delle attrezzature e delle scorte danneggiate. Per quanto riguarda i beni pubblici le priorità sono state scuole, municipi ed edifici pubblici inagibili, e quindi la ricostruzione dei beni culturali e la rivitalizzazione dei centri storici attraverso un Piano pubblico degli interventi.

30/01/2019